I fari italiani: Sardegna

 

Longonsardo

Lat.: 41° 15’N
Long.: 09° 12’E
Periodo: 3s

Segna l’ingresso della profonda insenatura di Porto Longone dove si trova il porto di S. Teresa di Gallura. È un fanale a settori che emette lampi ogni 3s (rosso da 30° a 164° e da 184° a 210° con portata nominale di 4M; bianco da 164° a 184° con portata 6M).

Capo Testa

Lat.: 41° 14.6’N
Long.: 09° 08.7’E
Costruzione: 1845
Periodo: 12s (3 lampi bianchi)
Portata: 17M
Altezza: 67m sul l.m.

Il faro di Capo Testa, alle porte di S. Teresa di Gallura, si trova sulla punta più settentrionale della Sardegna e guida le imbarcazioni in navigazione tra le acque insidiose delle Bocche di Bonifacio. Dal faro sono ben visibili la Corsica e le isole dell’Arcipelago della Maddalena. E’ costituito da un edificio a due piani di colore bianco, sopra il quale trova posto la torre della lanterna di forma quadrangolare, la cui luce ha una portata di 17 miglia. Emette 3 lampi bianchi della durata di un secondo in un periodo di 12 secondi intervallati da 2 secondi di eclissi; tra l’ultimo lampo e il primo del periodo successivo passano invece 5 secondi.
La lanterna è posizionata ad un altezza sul livello del mare di 67 metri, e l’intero edificio invece è alto 23 metri. In caso di avaria del sistema principale il faro e dotato di un impianto di riserva automatico con portata di 12 m.
E’ il faro più importante della reggenza di Capo Testa.

Isola di Razzoli

Lat.: 41° 18’N
Long.: 09° 20’E
Costruzione: 1845

Il faro dell’isola di Razzoli si erge a picco sul mare: è uno degli ultimi ad essere stato abitato e custodito. La sua portata luminosa era molto potente: prima dell’arrivo della corrente elettrica, la grande lampada di acetilene richiedeva per l’accensione il lavoro di così tante persone che nell’edificio abitavano sei famiglie. Oggi è abbandonato. Vi si arriva a piedi, lasciando la barca ancorata nel fiordo di Cala Lunga, per percorrere poi il chilometro del vecchio tracciato dei binari che servivano a trasportare il materiale combustibile e le derrate alimentari fin sulla cima.

Punta Filetto, isola di S. Maria, Arcipelago di La Maddalena

Lat.: 41° 18’N
Long.: 09° 23’E

Isolotti i Corcelli

Lat.: 41° 18’N
Long.: 09° 24’E

Barrettinelli di Fuori

Punta Sardegna

Lat.: 41° 12’N
Long.: 09° 22’E

Palau

Lat.: 41° 11’N
Long.: 09° 23’E
Periodo: 10s (2 lampi verdi)

Il faro è costituito da una torre troncoconica nella parte inferiore e cilindrica in quella superiore, il tutto a fasce bianche e nere.

Capo d’Orso, Palau

Lat.: 41° 11’N
Long.: 09° 25’E

Isolotti Monaci

Lat.: 41° 13’N
Long.: 09° 31’E

Isola delle Bisce

Lat.: 41° 10’N
Long.: 09° 32’E

Capo Ferro

Lat.: 41° 09.3’N
Long.: 09° 31.4’E
Costruzione: 1861
Attivazione: 1 novembre 1861
Periodo: 15s (3 lampi)
Portata luminosa: 24M
Portata geografica: 19M
Altezza: 52m sul l.m.

Questo faro di atterraggio aeromaritimo segna l’ingresso sud-orientale delle Bocche di Bonifacio. Situato sul promontorio, alto circa m 40, a nord del capo che domina la costa Smeralda. La costa intorno è rocciosa, scoscesa ma ben segnalata. La costruzione del faro ebbe inizio nel 1858; fu ultimato nel 1861. L’immobile è costituito da una torre cilindrica che si eleva da un edificio bianco a due piani ove sono ubicati gli alloggi dei faristi. La torre, alta 18 metri, è sormontata da una lanterna poligonale a vetri piani, con ottica lenticolare per luce fissa variata da splendori di 30s in 30s, con portata di 17 miglia, che copre il settore marittimo da Punta Sardegna a Capo Figari, con sorgente luminosa a petrolio ad un lucignolo. Nel 1912 venne sostituita da un impianto ad incandescenza a vapori di petrolio. Nel 1932 il vecchio impianto lenticolare venne sostituito con un ottica rotante di 750mm di diametro focale, la carateristica della luce modificata a gruppi di 3 lampi bianchi, una portata luminosa di 31,5 M e geografica 19,3 M. Nel 1938 la sorgente luminosa a vapori di petrolio, venne sostituito con lampada da 1500W/80V ad incandescenza elettrica, alimentata da tre gruppi elettrogeni autonomi da 5Kw. Oggi funziona con un’ottica rotante da mm 375 di distanza focale, che emette un gruppo di 3 lampi bianchi ogni 15s; la sorgente luminosa è data da una lampada alogena da 1000W/110V con sorgente elettrica da rete. Il faro è dotato di un sistema di riserva con portata di 18 miglia; nella torre della lanterna, all’altezza della finestra, è presente un altro fanale di segnalamento che emette lampi di colore rosso della durata di un secondo ogni 4, con una portata di 8 miglia visibile dalle secche dei Monaci e delle Bisce. E’ dotato anche di radiofaro.

Porto Cervo

Lat.: 41° 08’N
Long.: 09° 32’E

Isola di Figarolo

Lat.: 40° 59’N
Long.: 09° 39’E

Isola della Bocca, Olbia

Lat.: 40° 55.2’N
Long.: 09° 34.0’E
Costruzione: 1887
Portata: 15M
Altezza: 24m sul l.m.

Faro particolare quello dell’isola della Bocca: pur essendo vicinissimo alla città di Olbia, è allo stesso tempo difficile da raggiungere e isolato. Si trova infatti su un isolotto di fronte al trafficatissimo porto. Attivato nel 1887, è stato alimentato a petrolio fino al 1920, poi a gas: oggi, a corrente elettrica. E’ situato a 24 metri sul livello del mare.
Ricorda così la permanenza in quel faro la signora Luisella, moglie del farista Silvano Pompianu che ha prestato servizio presso il faro dell’isola della Bocca diversi anni fa ed ora è reggente presso Porto Torres: “C’era una famiglia d’emigrati Italiani che aveva vissuto in America e, poiché voleva tornare in Italia, partecipò al concorso – vincendolo – per lavorare nei fari. Noi donne facemmo amicizia e, per non dipendere completamente dai nostri mariti per gli spostamenti, imparammo ad usare una piccola barca con la quale ci rendemmo autonome. Infatti, quando si andava ad Olbia con la macchina e si arrivava davanti al faro, bisognava lampeggiare fino a quando qualcuno vedeva il segnale e ti veniva a prendere in barca”.
Il faro è costituito da un edificio di due piani di colore bianco con cornicione e cornice marca-piano scuri. La torre della lanterna è di forma quadrangolare. Il gruppo ottico è di tipo fisso. La sua luce ha una potata di 15 m. La caratteristica luminosa di questo faro è semplice con lampo lungo, esso infatti dura 2s, seguito da una eclisse di 3, per un periodo totale di 5 secondi. E’ dotato di un fanale di riserva con portata di 11M.
Il faro dell’isola della Bocca è un faro d’atterraggio fondamentale: il canale portuale di Olbia è uno dei principali della Sardegna, probabilmente il più importante, e questo faro indica l’ingresso del porto alle numerosissime navi che quotidianamente attraccano e salpano da Olbia. Per questo il faro dell’Isola della Bocca è dotato di alcuni segnali da nebbia: un nautofono che emette ogni 30 secondi la lettera b dell’alfabeto morse con portata di 3M, un racon che invece emette la lettera o dell’alfabeto morse ogni 30s con portata doppia rispetto al nautofono (6M).

Punta Timone, isola Tavolara

Lat.: 40° 55.6’N
Long.: 09° 44.0’E
Periodo: 10s
Portata: 15M
Altezza: 72m sul l.m.

L’isola di Tavolara ha avuto una grande importanza strategica: nel 1861 la Marina Mercantile costruì, nello Spalmatore di Fuori, un faro di segnalazione a due piani, sfruttando la manodopera fornita dai detenuti della colonia penale presente al tempo. Il faro era su un costone a picco sul mare molto lontano dal punto di attracco, motivo per cui fu necessario costruire una strada strettissima a tornanti ed una banchina che modificarono parzialmente il paesaggio naturale dell’isola. Dopo poco tempo si insediarono le famiglie dei fanalisti, per la maggior parte provenienti da La Maddalena, ma ben poche persone rimasero a lungo sull’isola: la mancanza di contatti frequenti con la terraferma e la stessa lontananza dal mare furono le cause principali dell’esodo.
Il faro rimase attivo fino al 1920, quando venne sostituito da uno nuovo costruito a Punta Timone.
Il nuovo faro è costituito da una torre poligonale di colore bianco alta 7m: la lanterna racchiude un’ottica fissa che emette una luce con portata di 15 miglia. Ha un periodo di 10 secondi, così suddiviso: 2s di luce, 2s di eclisse, 2s di luce, 4 secondi di eclisse. E’ altresì dotato di un fanale di riserva con portata minore rispetto al fanale principale, 12M. Il piano focale della luce si trova a 72m sul livello medio del mare.

Capo Comino

Lat.: 40° 31.7’N
Long.: 09° 49.7’E
Costruzione: 1903
Portata: 15M
Altezza: 26m sul l.m.

E’ il faro più meridionale della reggenza di Olbia. La lanterna si trova sopra un edificio bianco di forma quadrangolare che si articola su tre piani. E’ il numero 1230 sull’elenco dei Fari, la struttura è alta complessivamente 20 m ed è stata costruita nel 1903.
La sua luce con una portata di 15M, ha caratteristica semplice: il periodo di 5 secondi (1s di luce e 4 di eclissi) è ripetuto sistematicamente. La sua ottica e fissa e in caso di avaria viene automaticamente attivato il fanale di riserva con portata di 11M. La luce della lanterna è posta a 26 m sul livello del mare.

Capo Bellavista

Lat.: 39° 55.8’N
Long.: 09° 42.8’E
Costruzione: 1866
Portata: 26M

Il faro più importante della costa orientale della Sardegna è costituito da una struttura a due piani a strisce bianche e nere rivestito dalla maglia reticolata tipica di molti fari, su cui è collocata la torre quadrangolare e la lanterna con vetri ampissimi. Dalla base dell’edificio alla sommità della cupola, il faro misura 19 metri in altezza; si trova su un promontorio a quota 165m sul livello del mare.
Il suo fascio di luce ha una portata di 26 miglia, la luce a lampi bianchi emessa dal gruppo ottico rotante ha un periodo di dieci secondi con le seguenti fasi: 0,2 di luce, 2,3 di eclissi, 0,2 di luce e 7,3 di eclissi. E’ il segnalamento numero 1246 ed è sede di reggenza. E’ altresì dotato di una lanterna di riserva con portata di 18 miglia in caso di avaria del sistema principale.
Esteticamente, è considerato il più bel faro della Sardegna, proprio per la lanterna in stile liberty.

Capo Ferrato

Lat.: 39° 18’N
Long.: 09° 39’E
Costruzione: 1904

Capo Carbonara

Lat.: 39° 06.2’N
Long.: 09° 30.9’E
Periodo: 7,5s
Portata: 23M
Altezza: 120m sul l.m.

Posto sulla punta che chiude ad E il grande golfo di Cagliari, questo faro è un importante segnalamento d’altura. La sua portata è infatti di 23 miglia. L’altezza e di ben 120 metri sul livello del mare. La torre della lanterna è alta appena 5 metri, è affiancata dall’edificio con gli alloggi per i fanalisti caratterizzato dal tetto a doppio spiovente.
Il faro è il numero 1258, e fa parte della reggenza di Cagliari.
La luce è emessa da un’ottica di tipo rotante che ha un periodo di 7,5 secondi dei quali 0,3 di luce e 7,2 di eclissi.. La lanterna di riserva ha invece una portata di 18M. Il fascio della luce è visibile in un arco di 252° da 217° a 109°.

Isola dei Cavoli

Lat.: 39° 05’N
Long.: 09° 32’E
Costruzione: 1858

Il faro dell’isola dei Cavoli è una delle poche strutture italiane date parzialmente in concessione: attualmente ospita l’Università di Cagliari. E’ situato sull’omonima isola. L’edificio del faro è costruito come una piccola fortezza; la lanterna si trova su una torre a strisce bianche e nere, alta 37 metri.

Capo Sant’Elia

Lat.: 39° 11.0
Long.: 09° 08.9
Costruzione: 1860
Portata luminosa: 21M

Il faro di Capo Sant’Elia, situato nelle vicinanze della città di Cagliari, è uno dei più antichi fari di Sardegna. Fu attivato nel 1860 dal Regio ufficio del Genio civile. Si trova sul promontorio a 49 metri sul livello del mare ed ha una portata di 21 miglia. E’ costituito da un edificio a due piani sormontato da una torre cilindrica a strisce bianche e nere; la sua ottica è di tipo rotante ed è stato elettrificato nel 1937 per facilitare la vita e il lavoro dei faristi. Al suo interno si trovano gli alloggi di servizio, originariamente due, grandi circa 50 mq, in seguito venne ricavato un unico appaertamento a due piani.
Adriano Savà, fanalista originario di Messina, ha abitato il faro dal 1983 al 1994; oggi vive nelle palazzine di Marifari presso il porto di Cagliari e da lì, attraverso un moderno sistema computerizzato, può controllare il corretto funzionamento di tutti i fari della reggenza di Cagliari. Savà parla dei pro e contro della vita di un fanalista: “I lati negativi consistono nella dipendenza dall’auto: per qualsiasi cosa occorre prendere la macchina, perchè il faro non è raggiungibile a piedi. Il vantaggio è non vivere in mezzo ai rumori e all’ inquinamento, trovare sempre parcheggio ed essere in un luogo ideale per riflettere sulla propria vita. Un altro aspetto negativo è non poter scegliere con chi vivere: è come un condominio dove il tuo vicino è anche tuo collega e non sempre si va d’accordo”.
L’attuale farista di Capo Sant’ Elia si chiama Paolo Saba e proviene da Gonnosfanadiga. Dopo aver prestato servizio in Marina nella vigilanza, otto anni fa, la svolta: la richiesta da parte della Marina di personale disponibile a trasferirsi nei fari, il corso a La Spezia e l’inizio di una nuova vita. Saba ha prestato servizio presso il faro di Capo Bellavista e ora, da pochi mesi, è a Capo Sant’ Elia.

Capo di Pula

Lat.: 38° 59’N
Long.: 09° 01’E

Nel promontorio di Capo di Pula, a circa un km dal centro abitato di Pula, sorge la torre spagnola di Sant’Efisio chiamata anche di Coltellazzo in quanto costruita sulla punta omonima di nordest del promontorio. Come tutte le torri è stata costruita in una posizione strategica dalla quale è possibile mantenere il controllo visivo delle insenature della costa e delle torri di San Macario, Cala d’Ostia e del Diavolo. La torre di Sant’Efisio presenta una forma troncoconica ed una altezza di 11 metri. L’ingresso si trova a circa la metà della sua altezza e si immette in un’unica camera nella quale sono stati ricavati diversi ambienti. La camera della torre è sorretta da un pilastro centrale e coperta da una volta a cupola, da questo ambiente, per mezzo di una scala ricavata nel muro, si accedeva alla piazza d’armi. Nel XIX secolo la piazza d’armi venne coperta e se ne ricavò nella parte superiore un locale destinato ad ospitare un faro per le segnalazioni ancora oggi in funzione. Le condizioni della torre sono molto buone grazie anche ai recenti lavori di ristrutturazione. Intorno alla torre i piemontesi nel ‘700 costruirono una fortificazione di mura con torrette agli angoli anch’essa ancora in buono stato di conservazione.

Capo Spartivento

Lat.: 38° 56.1’N
Long.: 08° 50.7’E
Costruzione: 1866
Periodo: 15s
Portata luminosa: 18M
Portata geografica: 11M
Altezza: 81m sul l.m.

Capo Spartivento, estremo sud dell’sola, si raggiunge dalla spiaggia di Chia, percorrendo quattro chilometri di mulattiera: il faro appare da lontano e domina un fiordo profondo, con le mura rosa consumate dal tempo, in un contesto paesaggistico di incomparabile bellezza, purtroppo vittima di una imperdonabile incuria.
E’ uno dei cinque fari più belli della Sardegna (insieme a Capo Caccia, Punta Scorno, Capo Bellavista e Capo Sandalo); è il faro più antico della Sardegna ancora in funzione.
Il faro di Capo Spartivento è un faro d’altura: l’edificio è alto 19 metri, si articola su due piani ed è caratterizzato dalle sue pareti di colore rosso che quasi lo rendono un unicum con le rocce che lo circondano. La facciata presenta due ordini di finestre separate da una cornice marca-piano di colore bianco.
Il portone è sormontato da un timpano triangolare di colore bianco che da un tocco quasi neo-classico all’ingresso dell’edificio; sulla fronte della facciata troneggia la scritta “Capo-Spartivento” oramai intaccata dal sale e dal vento. La struttura e poi rivestita dalla immancabile gabbia di Faraday. Il faro trasmette una sensazione quasi magica, di pace: pare quasi un vecchio che pacatamente osserva il mare di fronte a se ripensando a quante mareggiate e notti di bufera ha scrutato da là, su in alto.
La lanterna, che si trova a 81 metri sul livello del mare, ha un’ottica fissa con portata di 18 miglia. Emette lampi di 0,2 secondi intervallati da 2 eclissi di 3,3 e una di 7,8 per un periodo totale di 15 secondi. La lanterna di riserva ha portata uguale alla lampada principale.
Il faro non è più presidiato e viene controllato dal personale della reggenza di Cagliari: troppo spesso, tuttavia, è vittima di gesti di vandalismo che ne danneggiano i vetri e le ottiche. L’edificio andrebbe urgentemente restaurato o comunque sorvegliato, nonstante le difficoltà logistiche dovute alla sua posizione fortemente decentrata.

Isolotto Il Toro

Lat.: 38° 52’N
Long.: 08° 25’E

A sud dell’isola di S. Antioco, distante da Capo Sperone, emergono dal mare una serie di isolotti, nei cui fondali si pratica ancora la pesca del corallo. Si tratta della triade di Toro, Vacca e Vitello, in ordine di grandezza. Intorno alle acque dell’isola del Toro si narra che Sulpicio Patercolo sconfisse Annibale il cartaginese, al quale non rimase che riparare nel Sulcis dove trovò la morte per mano dei suoi stessi uomini.

Porto Ponte Romano

Lat.: 39° 03.5’N
Long.: 08° 28.5’E

Scoglio Mangiabarche, Calasetta

Lat.: 39° 05’N
Long.: 08° 21’E
Costruzione: 1935
Periodo: 6s (1 lampo bianco)
Portata luminosa: 7M

E’ un fanale di posizione con tamburo diottrico a lampi bianchi funzionante a gas propano liquido con portata luminosa di 7 miglia costruito sulle secche affioranti faro dell’isola di S. Pietro nel 1935.

Capo Sandalo, isola di S. Pietro

Lat.: 39° 08.8’N
Long.: 08° 13.4’E
Costruzione: 1864
Periodo: 20s
Portata: 28M
Altezza: 130m sul l.m.

Il faro di Capo Sandalo è arroccato sul versante più roccioso e tormentato dell’isola di S. Pietro, a guardia di un mare ventoso e spumeggiante. Splendida opera muraria di pietra dal colore marrone scuro, costituisce un altro splendido esempio di compenetrazione reciproca fra ambiente e faro: elegantissimo perché alto e slanciato, sembra quasi nascere dalle rocce che lo circondano. Costruito nel 1864, ha una portata di 28 miglia: per questo è considerato un faro d’altura. La sua torre è alta 30 metri e la luce si trova ad una altezza complessiva sul mare di 138 metri, la seconda più alta della Sardegna dopo Capo Caccia. L’edificio alla base della torre ha due piani ed è rivestito dalla gabbia di Faraday. E’ un faro aereo marittimo, la sua luce cioè viene deviata anche verso l’alto per essere utilizzata come punto di riferimento dagli aerei.
L’ottica rotante emette 4 lampi di 0,2 secondi intervallati da 3 eclissi di 2,3 secondi e una lunga eclisse finale di 12,3 secondi per un periodo totale di 20 secondi. Il fanale di riserva, invece, copre un raggio di 18 miglia. Capo Sandalo è, inoltre, uno dei due radiofari della Sardegna.
Abitato fino al 1995, oggi è custodito dal fanalista Bruno Colaci che abita presso Carloforte dove esiste un ufficio dal quale il faro può essere controllato da un sistema computerizzato che fa capo al Comando Zona Fari di La Maddalena. Colaci però non riesce a stare troppo lontano dal suo faro e ogni mattina dalle 8:00 alle 12:00 lui si reca lì, a controllare che tutta sia a posto.

Portoscuso

Lat.: 39° 12’N
Long.: 08° 22’E

Isola Piana

Lat.: 39° 12’N
Long.: 08° 19’E

Gran Torre, Oristano

Lat.: 39° 54’N
Long.: 08° 31’E

Capo S. Marco

Lat.: 39° 51.6’N
Long.: 08° 26.1’E
Costruzione: 1924
Portata: 18M
Altezza: 57m sul l.m.

Il faro di Capo S. Marco si trova a metà della costa occidentale della Sardegna, nel golfo di Oristano, in una zona di eccezionale interesse naturalistico e archeologico: si trovano qui, infatti, nella penisola del Sinis, lo stagno di Cabras (il più grande stagno di acqua dolce della Sardegna), Tharros (l’insediamento fenicio dell’800 a.c.) e la torre di S. Govanni risalente alla fine del 500.
Il faro è stato costruito nel 1924. E’ un edificio di due piani di colore bianco, sul quale poggia la particolare torre di forma cilindrica (15 metri d’altezza) ma su basamento quadrangolare che sorregge la lanterna, posta complessivamente a 57 metri sul livello del mare. La portata del faro è di 18 miglia. Emette 2 lampi di 0,2s intervallati da una eclisse di 2s e una di 7,6s per un periodo totale di 10 secondi.
E’ dotato di un impianto di riserva con portata di 18M; nella torre del faro, sul ballatoio, è presente un altro fanale di colore rosso posto a 55m di altezza che emette un lampo di 2s di colore rosso ogni 3s.
Al faro di Capo S. Marco è legata la straordinaria vicenda della signora Elisabetta Deriu, prima donna farista in Italia. Ancor prima di diventare guardiana di un faro, ai fari era particolarmente legata, in quanto suo marito era fanalista, e proprio in un faro (quello di Sant’Elia a Cagliari) nacque il loro figlio Vincenzo, attuale farista di Capo S. Marco. La signora Elisabetta rimase vedova nel 1967, con quattro figli e pochi mezzi: decise così di prendere il posto del marito. Dopo aver frequentato, nel 1969, un corso a La Spezia per imparare la tecnica e la manutenzione dei segnalamenti marittimi, all’età di quarantadue anni, Elisabetta Deriu è diventata la prima donna fanalista in Italia. E nel faro di Capo S. Marco ne ha passate tante, come quando: “Una volta rimasi sola, di notte, perchè gli altri due fanalisti erano andati alla Maddalena per il funerale della madre. Sentii dei rumori tra i cespugli che circondano il faro: due panfili si erano ormeggiati sotto costa, all’interno del golfo, alcuni uomini erano scesi e si muovevano furtivi fra la vegetazione bassa. Passai la notte in piedi a sorvegliare quelle strane manovre fino al mattino seguente, quando i finanzieri, armati, arrivarono al faro cercando dei contrabbandieri di droga. Se ci ripenso adesso, penso di aver corso un bel rischio.”
Oggi la Signora Elisabette vive a Cabras dove conduce una vita normale, ma rimpiange gli anni al faro, e il filo dei ricordi di quegli anni incantati tra il mare, la natura e le stelle si materializza nei lavori al filè e mezzo punto croce da lei realizzati, che ancora ornano le pareti del faro dove vive suo figlio, tele alte anche tre metri, testimonianza del passaggio di quella donna determinata e testarda, la prima fanalista in Italia.

Isola Mal di Ventre

Lat.: 40° 00’N
Long.: 08° 18’E

Il faro a sul punto più alto dell’ isolotto, a 18-19 metri sul livello del mare. Sull’ elenco dei segnalamenti marittimi è il 1402. E’ un faro fotovoltaico ad otticca fissa e si trova su un casotto quadrangolare bianco.

Capo Mannu

Lat.: 40°02’N
Long.: 08° 23’E
Costruzione: 1905

Sul tavolato calcareo di Capo Mannu si trova il faro omonimo: è’ il n. 1404 e fa parte della reggenza di Capo San Marco.
Si tratta di una torre quadrangolare affiancata da una costruzione ad un piano di colore bianco.

Bosa Marina, Isola Rossa

Lat.: 40° 17’N
Long.: 08° 29’E

La sorte del vecchio faro di Bosa marina è da anni sospesa fra la scelta di demolirlo e quella di trasformarlo in struttura a carattere ricettivo turistico. L’incertezza è dovuta principalmente ai costi di ristrutturazione: l’edificio necessita infatti di radicali operazioni di consolidamento, recupero, adeguamento, ormai irrinunciabili.

Capo Caccia

Lat.: 40° 33.6’N
Long.: 08° 09.8’E
Costruzione: 1864
Periodo: 5s
Portata luminosa: 35M
Portata geografica: 24M
Altezza: 52m sul l.m.

Il faro di Capo Caccia si trova sulla punta dell’ omonimo promontorio a pochi chilometri da Alghero, a chiusura della splendida baia di Porto Conte. E’ stato costruito nel 1864 (così come il faro di Capo Sandalo sull’isola di S. Pietro) dall’ ufficio del regio genio civile: in quegli anni le rotte commerciali tra Marsiglia e la Tunisia andavano intensificandosi e il governo francese insistette pesantemente affinchè venissero creati nuovi segnalamenti marittimi sulla costa occidentale della Sardegna, all’epoca priva di punti di riferimento per i marinai.
I primi guardiani di questo faro erano i pastori che con i muli impiegavano mezza giornata ad arrivare ad Alghero per i rifornimenti. Nella Cala Dragunara ancora oggi c’è, ma nascosto dalla vegetazione, il magazzino dei materiali ed è visibile il vecchio molo. Alla destra di questa piccola insenatura è ancora percorribile la vecchia mulattiera che portava al faro, una stretta strada bianca a picco sul mare che si inerpica fra macchia mediterranea, concrezioni rocciose e le splendide acque della cala del Bulo sormontata dalla antica torre catalana.
Il faro sorge su un edificio bianco grossolanamente a forma di elle che si articola su tre piani, sui quali svetta la bellissima lanterna che custodisce al suo interno l’antico gruppo ottico rotante. La struttura è rivestita da mattonelle bianche poste in verticale che creano un effetto reticolato tipico di molti fari. Sull’ elenco dei fari Italiani è il n. 1418 ed è sede di reggenza. Si tratta del secondo faro più alto sul livello del mare nel mediterraneo (si trova su una scogliera alta 168 metri), e il suo fascio di luce ha una portata di 35 miglia effettive, 24 considerando la curva dell’ orizzonte (60 Km). Il faro è riconoscibile dai naviganti grazie al suo secondo di luce e cinque di eclissi.
Non ha mai cessato di funzionare dal 1864, anzi costantemente riammodernato è oggi uno degli ultimi fari custoditi così isolati. Oltre all’ interdizione di 200 m ai civili dal faro vero e proprio, il primo centro abitato tutto l’anno, la borgata di Fertilia si trova a una decina di km a est. Attualmente il faro è custodito dal sig. Luigi Critelli che vive lì con la sua famiglia.

Porto Conte

Lat.: 40° 35.6’N
Long.: 08° 12.3’E
Periodo: 3s

Punta Scorno, Asinara

Lat.: 41° 07.1’N
Long.: 08° 19.1’E
Attivazione: 1859
Periodo: 3s

Il faro di Punta Scorno si trova al nord dell’isola dell’Asinara (il luogo si chiama anche Punta Caprara, ma questa denominazione è meno nota), il faro è stato costruito intorno al 1854 e attivato nel 1859 dal Genio Civile: la sua funzione era ritenuta particolarmente importante e necessaria, date le carenze nel sistema semaforico del Regno Sabaudo evidenziate dal generale La Marmora al Regio Comando della Marina già dal 1850
E’ un faro di prim’ordine, di atterraggio e posizione; dal 1973 è elettrificato. Nel 1993 sono stati installati 10 pannelli fotovoltaici per
alimentare in caso di necessità la lanterna di riserva. Abitato fino al 1977, emette gruppi di quattro lampi. I lampi hanno un periodo di 3 secondi. Da gruppo di 4 lampi a gruppo di 4 lampi ci sono invece 11 secondi di eclissi. In passato, l’ottica era rotante, praticamente fino alla presenza fissa dei fanalisti; ora invece è un’ottica fissa con la luce sempre bianca e lampeggiante, visibile a 28 miglia con atmosfera chiara, l’edificio è una torre circolare alta metri 15,9 basata sul centro di un caseggiato alto 9,1 metri, l’altezza della fiamma è di 28,4 metri sopra la base dell’edificio e metri 80 sopra il livello del mare. L’apparato illuminante è diottrico, cioè formato da prismi disposti superiormente e inferiormente alla fiamma e da una fascia lenticolare che occupa i tre quarti della periferica, di uno specchio metallico che occupa la quarta parte rimanente che è rivolta verso la terra.

Porto Torres

Lat.: 40° 50.1
Long.: 08° 23.8
Costruzione: 1966
Portata: 16M

Porto Torres è il principale centro industriale ed ha il più importante porto commerciale della Sardegna nord-occidentale. Il faro di Porto Torres indica la via d’accesso alle numerosissime navi che raggiungono il porto: è un faro d’atterraggio.
La torre aragonese del XIII sec. a pianta ottagonale, presente sulla banchina, ha ospitato il faro dal 1825 al 1966, anno nel quale venne edificata una più moderna e adeguata struttura dotata di tutta l’apparecchiatura necessaria: l’attuale faro di Porto Torres, situato nella periferia ovest del centro abitato.
L’immaginazione vuole che i fari siano sempre arroccati su sperdute isolette o aggrappati a promontori a picco sul mare: il faro di Porto Torres rompe tutti questi stereotipi. Esso si trova, infatti, in una strada cittadina circondato da comuni abitazioni civili, al numero 17 di via Paglietti. Ha uno stile moderno; sull’edificio di due piani con la facciata di colore bianco, si erge la poderosa torre di forma rettangolare con la parete posteriore inclinata verso l’interno. All’interno si trovano due magazzini e due alloggi dei fanalisti, composti da quattro stanze ciascuno; la torre si articola su tre piani: al secondo e al terzo si aprono due terrazze semicircolari dalle quali si vede l’intero golfo dell’Asinara; in cima è collocata la lanterna, con gruppo ottico fisso e portata di 16 miglia.
Custodi di questo faro sono A custodire questo faro troviamo i due fanalisti Silvano Pompianu, il reggente, e Mario Pisano, il secondo farista, originario di La Maddalena. Nelle loro mani sono affidati tutti i segnalamenti della reggenza di Porto Torres, tra i quali l’importantissimo faro di Punta Scorno all’Asinara: questo faro è lontano e spesso non raggiungibile a causa delle cattive condizioni meteo che rendono l’approdo all’isola dell’Asinara difficile. Come se non bastasse, la luce della lanterna non è visibile da Porto Torres e quindi sono le navi in transito, la Capitaneria di Porto o il Corpo Forestale a segnalarne eventuali malfunzionemanti. I due fanalisti, se il tempo lo consente, si recano ogni due settimane sul posto per controllare il funzionamento delle batterie, aggiungere l’acqua, pulire l’apparato lenticolare e i pannelli solari. “Ci vuole amore per i fari – sostiene Pompianu – non bisogna guardare l’orario, ma lavorare come detta la propria coscienza. Anche quando non è il mio turno, non sono in grado di ignorare le responsabilità in caso dell’insorgere di un problema: prima di tutto comunico l’avaria ai servizi competenti, poi cerco d’intervenire per la risoluzione, grazie anche agli studi che ho fatto. La luce del faro è una guida che non deve mai mancare. Essere reggenti è una qualifica che si guadagna per merito”.