Il faro di Capo Caccia sarà ristrutturato

Articolo di Sergio Ortu
Fonte: www.alguer.it

Gli ultimi lavori di ristrutturazione sul faro risalgono ai primi anni ’90 e data la localizzazione in una zona fortemente esposta come quella di Capo Caccia, non si poteva aspettare oltre per un nuovo intervento di “lifting”

Alghero – Partiranno a breve i lavori già appaltati per la ristrutturazione dello storico edificio bianco che ospita il Faro di Capo Caccia. L’importo è di poco meno di 300 mila euro e consentirà l’ammodernamento della struttura e conseguente ripristino della “gabbia di Faraday” impianto di protezione dai fulmini ormai quasi del tutto lesionato dal tempo. Gli ultimi lavori di ristrutturazione sul faro risalgono ai primi anni ’90 e data la localizzazione in una zona fortemente esposta come quella di Capo Caccia, non si poteva aspettare oltre per un nuovo intervento di “lifting”. Il Faro di Capo Caccia ha una storia antica, la sua realizzazione risale al 1864, il secolo del boom della farologia. Solo dal 1800 infatti si comprende quanto sia importante per la navigazione avere delle punti di riferimento notturni a terra. Nel registro dei fari italiani quello di Capo Caccia risulta il numero 1418 ma c’è da dire che è quello più alto. E’ infatti localizzato in cima al promontorio a circa 187 metri sul livello del mare. Una delle falesie rocciose tra le più belle e suggestive della costa algherese. La struttura del faro è localizzata in un edificio di tre piani sulla quale si sviluppa la torre del faro. La lanterna che tutti i naviganti algheresi conoscono ha una storia antica ed è stata alimentata nel corso dei suoi oltre 140 anni di vita, prima con acetilene , poi a vapori di petrolio ed infine con energia elettrica. La corrente elettrica è arrivata a Capo Caccia già dal 1961. Il Faro monta un’ottica rotante con lenti di Fresnel con 4 pannelli a 90° equidistanti a luce bianca e lampi singoli, costruita dalla B.B.T. di Parigi nel 1951. Attualmente è illuminata da una lampada alogena da 1000 Watt come tutti gli altri fari italiani. La sua luce è tarata ufficialmente per essere visibile a 24 miglia di distanza, ma in realtà la sua visibilità è molto più ampia tanto da essere uno dei fari con maggiore visibilità nel Mediterraneo. La sua luce ha un periodo di 5” (0,2” di luce e 4,8” di eclisse) ossia emette un lampo bianco ogni 5”. Fornisce ausilio anche per l’atterraggio degli aerei in arrivo all’aeroporto di Alghero. Sebbene ormai tutti fari siano perfettamente automatizzati esiste ancora un guardiano del faro che insieme ad altri due collaboratori si occupa della manutenzione dell’impianto e degli altri segnalamenti che competono alla Reggenza di Capo Caccia, ossia tutti i fanali che esistono lungo tutta la costa fino a Bosa Marina, compresi quelli dei porti. Il controllo avviene ormai per via telematica ma sono poi gli operatori di Capo Caccia che intervengono in caso di anomalie. Si tratta di personale del servizio Marifari dipendente dalla Marina Militare. Nel faro di Capo Caccia dunque ci vive una famiglia che ha la fortuna di stare in un luogo tra i più incantevoli, un po’ isolato ma comunque invidiato da molti. E’ pur vero che quando il maltempo imperversa quel luogo non è tanto sicuro, ma questo fa parte dei rischi che si devono correre quando si sceglie di fare il lavoro di Luigi Critelli. E’ lui il guardiano del faro, genovese, padre di due figli che ha deciso poco più di dieci anni fa di accettare l’incarico di farista di Capo Caccia. E a giudicare dalla serenità che si legge nei suoi occhi, è certo che della scelta fatta non si è assolutamente pentito.

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