Il padrone del Golfo

Articolo e foto di Franco Sodomaco
Fonte: www.edit.hr/lavoce/

Il fascino del faro di Salvore

C’è sempre qualcosa di magico nella luce del faro. Quello di Salvore poi, visibile a venti miglia, da tre stati, ha una storia particolare. È il primo in entrata della Croazia, e anche oggi, che siamo nell’era della navigazione satellitare, svolge un ruolo importante, anzi insostituibile, nel Golfo di Trieste. Una luce amica, spesso romantica, come nelle fiabe. Ma il suo passato ci parla di un mondo diverso, da quello che abbiamo oggi. Il faro sorge sulla punta detta delle Mosche, ed è stato costruito nel 1818 dopo il passaggio dell’Istria Veneta all’impero d’Austria. Fu questo il primo faro al mondo a essere stato illuminato a gas di carbone. Il sistema d’intermittenza fu ideato dal bolognese Giovanni Aldini, che ebbe grande notorietà in Inghilterra e Francia, per gli studi nel campo delle scienze applicate. A costruirlo è stato il ceto mercantile di Trieste su disegno di Pietro Nobile. E oggi, anche dopo 187 anni, domina il Golfo di Trieste, dando sicurezza ai naviganti. Certo, non ci sono più né il gas di carbone né i lucignoli a olio, ma il ruolo è sempre lo stesso. All’interno è come entrare in un mondo diverso, dove il tempo si è fermato. Una cosa strana, ma bella. Tutto ciò a pochi metri dai bagnanti, tutto ciò nel bel mezzo del grande turismo. Forse per questo l’unico appartamento che c’è all’interno, ha un fascino particolare.

L’unico abitante il guardiano
Milan Milin-Ungar lavora dal 1974, e cioè da più di vent’anni al faro di Salvore: ha due figli, Ignacijo sposato a Berlino e Mario, sposato a Salvore, proprio sul faro, lo scorso settembre. Cosa che aveva fatto notizia. Milan Milin-Ungar vive al faro con la consorte Danica. A Salvore è venuto dal faro di “Olipa”, sulla penisola di Sabbioncello (Pelješac). Dietro a sé tutta una famiglia di guardiani. “Oggi ci sono le fotocellule a raggi solari che fanno tutto, accendono e spengono la luce – così il nostro guardiano –, idem per le sirene per la nebbia… i fari vengono diretti dalla centrale di Spalato via computer, e spesso i guardiani si trasformano in ciceroni per i visitatori…”.

I tempi dunque sono cambiati. Nel frigorifero c’è roba sempre fresca, mentre un tempo si mangiava sempre pesce. A proposito, Milan Milin-Ungar ci ha raccontato della sua avventura per cambiare menù. “Volevo mangiare carne, e così ho tagliato la testa a una gallina, ma emozionato com’ero, al posto di buttare in mare la testa ho buttato il coltello”. Un modo per dire che sì, aveva ucciso la gallina, ma… a occhi chiusi.

La battaglia di Salvore: c’è stata oppure no?
Si tratta della battaglia navale del 1177 tra le galere veneziane da una parte e le galere pisane e genovesi schieratesi a fianco dell’imperatore Federico Barbarossa dall’altra. Si narra in un libro di Niki Fachin di Umago, che le galere di quest’ultimo fossero 75, mentre le galere veneziane, allestite grazie anche all’aiuto delle cittadine istriane soltanto 30. Sta scritto che il doge Sebastiano Ziani si appostò nel Vallone di Pirano e colse di sorpresa le imbarcazioni nemiche, sconfiggendole.
È molto curioso – dice inoltre Fachin nel suo libro – come anche dopo sette secoli a Salvore venissero vendute cartoline che avevano per tema questo evento. Sta di fatto che una seconda rappresentazione della battaglia di Salvore venne eseguita da Domenico Tintoretto per il Palazzo Ducale. Il governo veneto la cedette a Pirano che la tenne in Municipio. La tela venne poi donata all’imperato- re d’Austria nel 1802 e fu conservata nella “Galleria del Belvedere” di Vienna.

Sposarsi sul faro
Lo scorso settembre proprio il figlio del guardiano si è sposato sul faro: una esperienza unica perché il posto sulla torre è angusto, appena sufficiente per gli sposi e i testimoni. Lassù è come essere in cielo, fra le nuvole, con vista a 360 gradi sulla costa istriana. Poi la festa nel cortile, un’esperienza unica, un’emozione d’altri tempi, impossibile da riprodurre in qualsiasi albergo. Il faro dispone anche di un appartamento per gli ospiti, particolarmente richiesto, soprattutto dagli stranieri.
Ebbene, sarebbe davvero un peccato se il mondo del faro un giorno cambiasse. Da Canegra a Cittanova, da Trieste a Venezia, c’ è un mondo diverso, certo moderno e bello. Ma il faro, unico padrone del Golfo di Trieste no, ha un fascino, ma sì, diciamolo, pure da… cartolina.

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