Il guardiano del faro del Giglio a “Vite tra parentesi”

Notizia tratta da: www.maremmanews.it

“Vite tra parentesi” il “Quotidianity” di Sat 2000 in onda dal lunedì al sabato alle 13.30 e in replica alle 20.30
Sat 2000 è presente sul satellite nella piattaforma Sky al canale 818

Isola del Giglio 07.03.2005: Un solo giornalista, con una sola telecamera, per sei giorni tra persone che non andranno mai in tv. La sua missione: essere invisibile. La loro missione: dimenticarsi di lui. Una sola regola: raccontare solo quello che accade naturalmente solo in quel giorno, giorno dopo giorno. Anche i silenzi, anche gli spazi vuoti. Questo è “Vite tra parentesi”, il nuovo programma in onda su Sat 2000 dal lunedì al sabato alle ore 13.30 e in replica alle 20.30.

Diversamente dal reality, che crea situazioni di isolamento per poi raccontarle, il programma, che potrebbe essere definito “quotidianity”, punta l’attenzione su quelle vite considerate “tra parentesi” perché scorrono silenziose, lontano dai riflettori e dal clamore. Dieci storie di vita di singoli individui o microcosmi, documentate solo con una piccola telecamera digitale da quattro giornalisti che hanno trascorso un’intera settimana in diverse realtà italiane per raccontare in 6 puntate, rispettando fedelmente il succedersi degli eventi, le dinamiche interne ad una comunità di pescatori di Cagliari o i ritmi di lavoro dei Forestali di una caserma della Garfagnana, o ancora le vicende degli abitanti di Chamois, il comune della Val d’Aosta che di notte rimane isolato perché raggiungibile solo tramite funivia.

Protagonista dell’ottava settimana è Luigi Baffigi, 53 anni e da trenta guardiano del faro dell’Isola del Giglio, che con il suo lavoro continua una tradizione di famiglia avviata all’inizio del Novecento dal nonno materno Giovanni Mattera. Attraverso le immagini catturate dalla telecamera del giornalista Vincenzo Spagnolo si scoprono le tante mansioni che distinguono questo antico mestiere ormai in via d’estinzione, come la pulizia della lanterna dalla salsedine e la manutenzione dei fanali posti all’ingresso del porto. Nelle puntate in onda dal 7 al 12 marzo la vita di Luigi, che finito il turno di lavoro si dedica ai suoi tanti interessi passando dalle lezioni di ballo alle prove di canto con il coro locale, sarà raccontata nel suo rapporto con la gente che risiede stabilmente sull’isola, un luogo che alla fine della stagione estiva si spopola fino a diventare “tra parentesi”, con un solo albergo aperto tutto l’anno, una sola trattoria di turno al porto e nessuna scuola superiore per i ragazzi, costretti a trasferirsi con la famiglia sulla terraferma o a fare i pendolari prendendo ogni giorno il primo traghetto della mattina.

Vite tra parentesi – Dettagli puntate 7-12 marzo 2005
In Italia sono oggi un migliaio i fari che ogni giorno, all’imbrunire, si accendono per guidare nella notte la navigazione delle piccole e grandi imbarcazioni. La maggior parte di essi è stata costruita dal Genio Civile nella seconda metà dell’800, quando si è presentata l’urgenza di illuminare le coste di un’Italia ormai unificata, e la loro manutenzione spetta dal 1910 alla Marina Militare Italiana. Quasi tutti i fari sono oggi automatizzati e i guardiani, che un tempo si prendevano amorevolmente cura della “loro” lanterna alimentandola manualmente e caricandone ogni 4 o 5 ore il meccanismo rotante ad orologeria, sono ormai una specie in via d’estinzione. Qualcuno continua però a svolgere questo mestiere antico e carico di suggestione: come Luigi Baffigi, 53 anni e da 30 farista dell’isola del Giglio, che ha cominciato questo lavoro per tradizione di famiglia, seguendo le orme del nonno materno Giovanni Mattera, e gestisce ora i due fari dell’isola, quello di Capelrosso e quello di Fenaio, e i due fanali all’ingresso del porto, il rosso e il verde, che tiene costantemente sotto controllo dalle finestre della sua abitazione. Nella settimana dal 14 al 19 febbraio il giornalista Vincenzo Spagnolo ha seguito Luigi nella sua quotidianità, documentando con una piccola telecamera le tante mansioni legate al suo lavoro, come la pulizia della lanterna dalla salsedine e la manutenzione dei fanali, e i suoi molteplici interessi: la collezione di foto di fari di tutto il mondo, la passione per le piante, le prove del mercoledì sera con il coro locale, dove canta come tenore, e le lezioni di ballo che tiene il giovedì sera per far “ripetere” ai suoi compaesani i passi imparati nel corso di liscio che frequentano la domenica. Nella settimana delle riprese Spagnolo si è potuto rendere conto della condizione di luogo di per sé “tra parentesi” della piccola isola, abitata durante l’inverno da appena 1500 persone, con un solo albergo aperto tutto l’anno, una sola trattoria di turno al porto e nessuna scuola superiore per i ragazzi, obbligati ad emigrare con la famiglia sulla terraferma, come i figli di Luigi che si sono trasferiti con la madre Daniela a Grosseto, o a fare i pendolari, come Lorenzo e Francesco che frequentano l’Istituto Nautico di Porto Santo Stefano e sono costretti a prendere ogni mattina il traghetto delle 5.30. La vita di Luigi, che il sabato pomeriggio raggiunge moglie e figli per trascorrere con loro la domenica, verrà raccontata soprattutto in relazione con la gente che vive stabilmente sull’isola: Rossella Cossu e suo marito Tarcisio, lei romana d’origine impiegata alla biglietteria Toremar, lui funzionario della centrale elettrica, il maresciallo dell’ufficio locale marittimo Giuseppe Labanca, la bella farmacista Deborah Rusci, Maria Mariuz, titolare del celebre ristorante “Da Ruggero” (frequentato in passato da grandi attori come Charlie Chaplin, la leggiadra Audrey Hepburn e la prorompente Ursula Andress), l’ex arbitro di calcio Paolo Fanciulli che gestisce l’hotel “Bahamas”, il sindaco Attilio Brothel. Due personaggi curiosi che Spagnolo ha incontrato sono Giuseppe Arienzi, titolare del ristorante “Il cavalluccio marino” ed esperto pescatore, che racconta come nel settembre scorso sia riuscito a catturare una ricciola di ben 38 chili in quella che è passata alla storia come “pesca storica”, e Giuseppe Romano, 68enne ormai in pensione che ha preceduto Luigi nell’attività di guardiano del faro di Capelrosso trasmettendogli molti segreti del mestiere, che ricorda come un tempo, quando i fari erano alimentati a petrolio, i faristi fossero costretti a dormire a turno per far sì che la lanterna non si spegnesse.

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